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Psicosi e Schizofrenia

Schizofrenia

Il termine psicosi raggruppa una serie di disturbi caratterizzati da una grave distorsione e trasformazione della realtà.

Le persone affette da psicosi perdono la capacità di distinguere la realtà dall’immaginazione, sentono voci o vedono cose che non esistono e si comportano di conseguenza in modo “strano” e spesso incomprensibile. Le manifestazioni più evidenti dei disturbi psicotici sono i deliri e le allucinazioni.

Il delirio è un’idea falsa, priva si attinenza con la realtà, di cui il soggetto è assolutamente convinto e che difende anche davanti a inconfutabili evidenze del contrario. I deliri hanno contenuti specifici, come essere convinti di essere perseguitati “dalla gente” o da persone specifiche (delirio di persecuzione), ritenere che i propri pensieri ed azioni siano controllati da altre forze o persone (delirio di influenzamento) oppure di essere personalità importanti destinate a raggiungere grandi obiettivi e/o di avere poteri sovrannaturali (delirio di grandezza).

Schizofrenia: sintomi e decorso

La schizofrenia è un disturbo psicotico caratterizzato da un insieme di sintomi che si possono presentare variamente associati fra loro e che devono persistere per almeno sei mesi:

  • Grave distorsione della realtà, con deliri e allucinazioni, sovrapponibile a quella di tutti i disturbi psicotici.
  • Difficoltà di linguaggio con risposte brevi e spesso incoerenti con conseguente incapacità di condurre una conversazione.
  • Indifferenza per gli eventi piccoli e grandi della vita quotidiana, ridotta espressività del viso e del tono  di voce, sguardo sfuggente o assente.
  • Mancanza di interesse ed entusiasmo per gli eventi quotidiani.
  • Ridotta cura della propria persona, con scarsa igiene e abbigliamento sciatto e non curato.
  • Comportamenti bizzarri o privi di senso.
  • Risposte emotive inappropriate (ad esempio ridere in situazioni tristi o senza alcun motivo).
  • Progressiva riduzione, fino alla perdita, dei rapporti sociali e della capacità di attendere alle normali attività della vita quotidiana.
  • Irritabilità, sospetto, scarso controllo degli impulsi con comportamenti a volte aggressivi o violenti.

Occorre subito precisare che la diagnosi di schizofrenia non è sempre facile, in quanto molti dei sintomi su citati sono comuni anche ad altri disturbi. Pertanto, è sempre indispensabile una valutazione accurata e prolungata nel tempo del paziente prima di emettere una diagnosi definitiva. In genere, i primi sintomi della schizofrenia appaiono nella tarda adolescenza o nella prima giovinezza. In media gli uomini vengono colpiti intorno ai 20-25 anni e le donne intorno ai 30. In alcuni soggetti, il disturbo si manifesta improvvisamente, senza segni premonitori, con i sintomi psicotici sopra descritti. Tuttavia, in molti casi, l’esordio della schizofrenia è lento ed insidioso, caratterizzato da comportamenti eccentrici e inappropriati, indifferenza agli eventi della vita, abbandono delle proprie attività e isolamento sociale, ridotta cura della persona, sospettosità e scoppi di rabbia.

Il decorso e l’evoluzione della malattia sono variabili. Alcuni soggetti presentano l’alternarsi di remissioni e ricadute più o meno frequenti del disturbo, mentre in alcuni casi l’esito è, purtroppo, un deterioramento psichico cronico. Oggi, la diagnosi precoce, i nuovi farmaci antipsicotici, il minore ricorso al ricovero protratto e le migliori condizioni di assistenza psichiatrica hanno permesso di modificare notevolmente il decorso della schizofrenia e il numero di casi con un soddisfacente miglioramento della sintomatologia è molto aumentato rispetto al passato.

Cause e fattori di rischio della schizofrenia

Le cause della schizofrenia non sono ancora state completamente chiarite. Il disturbo è, comunque, determinato da lesioni solo in parte conosciute, di alcune aree e circuiti cerebrali, conseguenza dell’interazione fra predisposizione ereditaria e fattori ambientali.

In dettaglio:

  • Predisposizione ereditaria: avere familiari (genitori, fratelli, zii o nonni) affetti da disturbi psicotici aumenta significativamente il rischio di ammalarsi.
  • Fattori ambientali:
    > Mancanza di ossigeno al momento del parto, come può avvenire nel parto prematuro o prolungato
    > Infezioni contratte dal feto durante la gravidanza
    > Malattie virali dell’infanzia
    > Violenze fisiche, psicologiche e sessuali durante l’infanzia

 

Trattamento della schizofrenia

Anche se la schizofrenia è un disturbo grave e frequentemente cronico, esistono attualmente valide terapie farmacologiche e di supporto psico-sociali che permettono di:

  • Controllare deliri e allucinazioni
  • Ridurre la frequenza e la durata dei ricoveri ospedalieri
  • Migliorare le condizioni di vita e i rapporti sociali
  • Rendere il paziente più indipendente
  • Ridurre l’abuso di alcool e droghe
  • Ridurre il rischio di suicidio

Terapia farmacologica

I farmaci utilizzati per la schizofrenia prendono il nome di “antipsicotici”. Essi sono particolarmente efficaci nel controllare i sintomi psicotici, cioè deliri, allucinazioni e disorganizzazione del pensiero. Purtroppo, non esistono al momento farmaci veramente efficaci sui cosiddetti sintomi negativi: ritiro sociale, appiattimento affettivo, mancanza di interessi ed iniziativa.

E’ importante ricordare che:

  • Il disturbo schizofrenico richiede controlli specialistici periodici, specie nei momenti di crisi, e trattamento farmacologico continuativo, in quanto la sospensione della terapia, anche per brevi periodi, porta a ricadute che richiedono spesso il ricovero ospedaliero coatto
  • Dal momento che I PAZIENTI SCHIZOFRENICI NON HANNO COSCIENZA DI MALATTIA, cioè non ritengono di essere ammalati, è fondamentale che i familiari controllino assiduamente l’assunzione giornaliera dei farmaci.
  • Evitare assolutamente l’uso di droghe ed alcool.
  • Assumere in dosi limitate stimolanti come caffè e tè.

Supporto psico-sociale

La metodologia generalmente indicata per questo tipo di disturbo è la terapia di tipo supportivo. Spesso è utile coinvolgere la famiglia nel trattamento poiché il paziente schizofrenico può esibire comportamenti disorganizzati tali da compromettere le aree di funzionamento globale e il proprio livello di autonomia. Fondamentale è l’istituzione di una buona alleanza terapeutica, lavorare per costruire un rapporto di accudimento e di base sicura con il paziente.

Infatti, occorre sottolineare che il paziente schizofrenico è caratterizzato da un’estrema sospettosità e diffidenza nel prossimo che viene vissuto come ostile e minaccioso ed in tal senso, un intervento coercitivo, caratterizzato da contenzione accrescerebbe questo atteggiamento.

Quando il paziente si scompensa i meccanismi di diffidenza si attivano al massimo e in questo caso risulta fondamentale riuscire a creare un diverso pattern relazionale disinnescando la diffidenza e attivando meccanismi di cooperazione.

L’intervento parte dalla gestione dei sintomi e dei problemi per arrivare alla loro comprensione e ristrutturazione pertanto gli obiettivi sono i seguenti:

  • Creare un clima di fiducia e ascolto
  • Ripristinare le funzioni principali della persona
  • Gestione dei fenomeni dispercettivi
  • Trattamento del delirio e delle distorsioni cognitive
  • Promuovere la strutturazione, l’integrazione e la definizione dell’io
  • Lavorare sulla socializzazione e le competenze sociali
  • Ricostruire la storia di sviluppo e integrare la malattia nella dimensione biografica

Per quanto concerne la famiglia occorre:

  • Sostituire le regole disfunzionali con regole chiare e funzionali al sistema
  • Favorire una comunicazione chiara priva di doppi messaggi all’interno della famiglia
  • Sviluppare il rafforzamento dei confini interni al sistema
  • Promuovere l’individuazione dei membri e superare l’invischiamento

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